Il Project Management “visto” da Google
Tra le varie funzioni che Google Insights mette a disposizione di tutti gli utenti della rete, la più conosciuta è la possibilità di confrontare modelli di volumi di ricerca per aree geografiche, categorie e intervalli di tempo.
Per testare l’utilità dei dati forniti da questo strumento statistico, ho inserito la parola “project management”, ho ristretto i risultati della ricerca all’Italia e ho provato ad analizzare i dati ottenuti.
L’immagine sottostante mostra il numero di ricerche web eseguite con il termine “project management” rispetto al numero totale di ricerche effettuate sul motore di ricerca Google tra il 1 Gennaio 2004 e il 30 Novembre 2009. I dati sono stati normalizzati e presentati in scala da 0 a 100; ciascun punto sul grafico è stato diviso per il punto massimo o per 100. I numeri accanto ai termini di ricerca sopra il grafico indicano valori di riepilogo o totali.

Illustrazione 1: Volumi di ricerca della parola "project management" in Italia. Periodo di riferimento: Gennaio 2004 - Novembre 2009. Fonte: Google Ricerca Web, 2 Dicembre 2009.
Dai dati del colosso di Mountain View emerge che dal 2004 al 2008 il numero di ricerche del termine “project management” è costantemente diminuito. Il 2009 si sta invece chiudendo in modo interlocutorio, con un volume di ricerca stabile rispetto all’inizio dell’anno e un ultimo trimestre in crescita che lascia immaginare un’inversione di tendenza che potrebbe verificarsi già nei primi mesi del 2010.
Ma cosa ci dicono questi dati?
Le statistiche di Google non vogliono rappresentare l’andamento del grado di interesse nei confronti della materia – questione assai più articolata – ma possono essere lette come preziose indicazioni sul numero di persone interessate a capire il significato del termine “project management” o in cerca di informazioni di base.
Un project manager certificato PMP (Project Management Professional) interessato ad approfondire un aspetto emergente della materia saprà già verso quali siti indirizzare la propria ricerca senza alcun bisogno di consultare un motore di ricerca.
Al contrario, uno studente del primo anno di Economia interessato a capire cosa significhi questo termine anglofono che ha sentito pronunciare durante il corso di Organizzazione Aziendale potrebbe iniziare la sua ricerca proprio da Google.
Considerate queste premesse, il calo delle ricerche registrato dal 2004 al 2008 può essere sintomo di “chiusura” della disciplina all’interno degli addetti ai lavori piuttosto che di un calo di interesse generale.
Infatti basta dare un’occhiata ai dati del numero di associati alle principali associazioni di categoria operanti sul territorio nazionale come l’ISIPM e il PMI-NIC per capire che non mancano i segnali di interesse verso la materia.
Quello che manca allora è un’operazione organica di avvicinamento delle persone al “project management”, disciplina che in un periodo di congiuntura negativa per l’economia, come quello che stiamo vivendo, può far la differenza tra un’azienda di successo ed una in crisi.
Anche le PMI che nei periodi bui tendono a focalizzarsi più verso la riduzione dei costi operativi che verso un investimento di medio/lungo periodo, possono capire l’importanza che l’ottimizzazione delle risorse e dei tempi di progetto può avere in situazioni di budget limitato. L’utilizzo di strumenti e metodologie di project management finalizzati alla massimizzazione del ROI dei progetti non sono più una scelta, bensì un elemento irrinunciabile per creare valore nel tempo.






