Project Manager Wanted!
Negli ultimi giorni sono entrato in contatto con alcune agenzie di “executive search” ed ho avuto modo di constatare che la maggior parte di loro include i project manager tra le figure professionali più ricercate dal mercato del lavoro.
D’altronde basta effettuare una indagine mirata su un qualsiasi portale di ricerca e offerta di lavoro on-line per rendersi conto di quali siano le figure più ambite. Io ne ho provati due tra i più famosi, Infojobs e Monster (non me ne vogliano gli altri) e in pochi minuti ho trovato centinaia di annunci interessanti!
Pensate che questa mattina Monster offriva ben 216 opportunità professionali per project manager (distribuite per lo più nel nord Italia) mentre InfoJobs ne annoverava altre 126.
Per i project manager disposti a viaggiare e con un’ottima conoscenza dell’inglese, anche LinkedIn (il famoso sito di social networking professionale) può rappresentare un vero e proprio vaso di pandora per la ricerca di una nuova occupazione qualificata visto che, sempre questa mattina, l’area “Find Jobs” del sito contava oltre 2,000 ricerche attive per “project manager” distribuite su 5 continenti!
Ma perché i project manager sono così ricercati?
La competitività e l’incertezza che caratterizzano lo scenario economico attuale hanno spinto molte imprese a ricercare tecniche organizzative in grado di migliorare l´efficienza, ridurre i costi e mantenere posti di lavoro. L’opinione diffusa è che il project management, strumento ideale per monitorare costantemente tutte le variabili di un progetto (costi, tempi e qualità) cercando al contempo di ottimizzare l’allocazione delle risorse, sia l’arma giusta per dotarsi della capacità di raggiungere gli obiettivi e di operare secondo parametri di efficienza.
Per far si che sforzi ed investimenti in formazione e consulenza producano gli effetti desiderati (situazione che spesso non si verifica in aziende poco strutturate) è indispensabile dotarsi di figure professionali in grado di guidare questo cambiamento.
D’altronde, se è vero che il “management” è sempre più “management del divenire”, il project management, inteso come insieme di principi, metodi, tecniche e strumenti per governare l’incertezza ed il cambiamento sarà una competenza irrinunciabile nel bagaglio di conoscenze del manager che verrà. Così, per la sua propensione a gestire l’incertezza, il manager del futuro non potrà che essere un project manager ( A tal proposito si veda l’intervento del prof. De Toni dell’Università di Udine su “il project management emergente“).
Alcune aziende sembrano essersene già accorte…
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6 commenti a “Project Manager Wanted!”
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Ottimo articolo Luca,
c’è una magra consolazione nell’offerta di opportunità per il project manager in Italia, ed è quella che le aziende italiane sono spinte più da esigenze di “taglio” di costi ed ottimizzazioni che per il lancio di nuove iniziative.
Del resto l’hanno dimostrato i fatti: nei periodi di crisi i pochi soldi a disposizione si devono fare fruttare al massimo ed in questo il project management aiuta,
Volevo fare un’ultima osservazione sugli annunci di ricerca dei Project Manager. Se leggi attentamente e fino all’ultima riga gli annunci, ti accorgi che molte volte le competenze di PM sembrano quasi accessorie. In sintesi, puoi leggere molti annunci così:
“… esperto in ABC, maturate esperienze in XYZ, capacità organizzative e relazionali con il cliente,.. competenze di Project Management…”
ci hai fatto caso?
Patrizia
Dici bene Patrizia, da quando il termine project manager è entrato nel linguaggio comune è stato spesso abusato fino a perdere parte del suo significato originale.
Negli ultimi anni ho incontrato aziende che, malconsigliate, pensavano di aver bisogno di un project manager quando in realtà ricercavano figure tecniche con molti anni di esperienza in un settore specifico. In questi casi, le “competenze di project management” erano travisate nella capacità di pianificare correttamente all’interno di un settore specifico, trascurando completamente le competenze metodologiche, comunicative e relazionali indispensabili per gestire un progetto in modo efficace.
Per fortuna ho visto anche molti esempi positivi, in cui un management illuminato ha voluto implementare sistemi di gestione progettuale veramente innovativi ed efficaci ricercando project manager completi.
Per scrivere questo articolo ho effettuato molte ricerche incontrando gli annunci di lavoro più disparati e, nonostante tutto, penso che la maggior parte delle ricerche si riferissero proprio a figure professionali del secondo tipo!
Per quello che posso vedere, l’Italia e’ ancora un mondo poco preparato sul tema PM e sopratutto sui benefici che ne deriverebbero dal suo impiego, in tutti i settori. Compresa la politica, per l’attuazione dei programmi !!
Gli stipendi, dei PM non sono commisurati al valore delle competenze, esperienze possedute e di cio’ che viene gestito.
Molto lavoro dovrebbere essere ancora speso in termini di diffusione sui benefici del ruolo.. ma
per le aree che conosco N-O Valle d’Aosta e Piemonte (Canavese, Biellese, etc) non ho mai potuto vedere meeting sul tema presso Associazioni Industriali o simili. Uno specchio di quanto asserito, e’ Linkedin: non vi e’ mai nelle newsletter alla sezione Job una proposta in Italia solo US, UK …
Credo debba ancora passare un po’ di tempo….nonostante sia un PM da + di 10 anni e PMI.
Ciao Luca,
onestamente tutto questo ottimismo sulla figura del PM a mio avviso, ed ovviamente spero di essere smentito, non è molto giustificato. Da tempo ricopro il ruolo di PM e lo scorso anno ho conseguito la certificazione PMP. La mia idea è quella che il ruolo di PM possa con il tempo, l’esperienza e la professionalità astrarsi sempre di più dal contesto (anche tecnologico): purtroppo non è così. Ogni volta che valuto opportunità professionali noto con dispiacere che accanto ad un requisito che dice “gradita certificazione” oppure “n anni di esperienza di project management” ce ne sono altri 10 legati alla parte tecnologica o esperienze pluriennali in un determinato contesto. Naturalmente il ruolo del PM non può essere completamente slegato dal contesto, ma per come la vedo io è molto più semplice e veloce capire e calarsi in un nuovo contesto che “improvvisare tecnici/analisti PM”. Ma le aziende mi sembra che non la pensino in questo modo.
Massimo
Ho conseguito la certificazione PMP lo scorso anno.
Ad oggi la certificazione non mi risulta essere un discriminante forte. Mi spiego meglio. Anche se a volte, in fase di gara, ci è richiesto uno standing aziendale che attesti che almeno un certo numero di PM siano certificati, la mia esperienza è comunque che sia valutata molto di più la competenza merceologica specifica. Questo per ignoranza del management e per scarsa maturità metodologica dell’organizzazione che sta commissionando il progetto.
Purtroppo c’è ancora troppa concorrenza che si spaccia per PM e… non è tale. E la cultura di gestione corretta di un progetto non è assolutamente diffusa.
In tal senso si rende indispensabile la certificazione di un organo che attesti almeno la competenza teorica degli argomenti (almeno quella!).
Un saluto.
Grazie Beppe, il tuo ottimo commento mette in luce un problema essenzialmente terminologico e bidirezionale.
Molte aziende non hanno una chiara idea di quale sia il ruolo operativo del project manager o, peggio ancora, ne hanno un’idea “di settore” distorta. Al contempo molte volte viene attribuito il ruolo di “project manager” in organigramma a manager che fanno di tutto fuorché gestire un progetto.
Il diffondersi delle certificazioni è un elemento che sta creando maggiore chiarezza sul ruolo del project manager anche se, come sottolinei tu, molte certificazioni attestano prevalentemente le competenze teoriche risultando così di scarso interesse per un mondo del lavoro sempre più in cerca di figure in grado di “saper fare”.
Quel che serve ora è continuare su questa strada con impegno e costanza in modo da eliminare il prima possibile questa spiacevole “sovrapposizione di visioni” a vantaggio di tutti i project manager professionali.