Nuovo esame di Certificazione PMP®: ecco cosa cambia!
Dal 31 Agosto prossimo entra in vigore la nuova distribuzione degli argomenti nelle domande per l’esame di certificazione PMP® del PMI®.
Nel 2010 il Project Management Institute® ha aggiornato la propria visione del ruolo del project manager, descritto nel nuovo Role Delineation Study.
In coerenza con le nuove caratteristiche del profilo nell’autunno scorso erano già state aggiornate le modalità di acquisizione delle PDU per il mantenimento della certificazione e ora, coerentemente, cambia la distribuzione degli argomenti nelle domande d’esame. (Vd. Table 1).
Quali le differenze per chi si accinge a sostenere l’esame? Di fatto ben poche, in quanto restano validi tutti gli argomenti che già precedentemente venivano affrontati in vista dei test. Non cambia dunque il cosa studiare.
La novità più evidente consiste nell’accorpamento della voce relativa alla Responsabilità Professionale, a cui prima era dedicato un 9% di domande, che ora viene “annegata” nei tradizionali cinque gruppi di processi o domini.
Possiamo allora dedurre in generale domande un po’ più verbose e “sornione”, da considerare non solo dal punto di vista tecnico, ma anche, contemporaneamente, sotto il profilo etico.
In totale circa il 30% del “parco domande” è stato revisionato, per soddisfare la nuova visione del ruolo del project manager.
In particolare il project manager PMP®:
- non è più coinvolto nel processo di selezione dei progetti, ma solo nella valutazione della loro fattibilità;
- assume un ruolo più attivo nella gestione delle limitazioni del progetto;
- nella raccolta dei requisiti lavora in più stretta collaborazione con gli stakeholder e considera anche le lessons learned;
- sviluppa un esplicito piano di gestione delle risorse umane per definire ruoli e responsabilità;
- si concentra sulle aspettative degli stakeholder e sul loro sostegno, attraverso una specifica analisi;
- focalizza la WBS sulla scomposizione dello scope;
- sviluppa un piano del budget, dei tempi, degli approvvigionamenti e della qualità e li implementa;
- dà enfasi al piano di gestione dei cambiamenti;
- costruisce un piano di gestione dei rischi per gestire l’incertezza, e non più per ridurla;
- guida il kickoff meeting allo scopo di condividere ogni informazione rilevante;
- l’implementazione del piano di progetto è finalizzata non più al raggiungimento degli obiettivi di progetto, ma, più prosaicamente , soltanto dei suoi deliverable nei tempi e nei costi stabiliti;
- non si limita a far crescere le performance della sua squadra, ma punta a massimizzarle;
- presidia più direttamente la risoluzione delle issue;
- orienta la comunicazione all’allineamento del progetto con i business needs;
- affronta la fase di chiusura in maniera più ampia e aperta, preoccupandosi anche di trasferire adeguatamente la ownership dei risultati.
Stessa preparazione, stesse fonti (la PMBoK® Guide non cambia), ma un diverso approccio basato su una figura di project manager più attenta al profilo globale del progetto ed al raggiungimento efficace dei risultati.
Per maggiori informazioni (in lingua inglese) : Crosswalk Between Current and New PMP Task Classifications
In bocca al lupo!







